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Durante percorso avviato a Parma e proseguito a Jesolo nel novembre 2023, in cui si è cercato di fare il punto sui modelli operativi di Youth Work lungo tutto lo stivale, è emersa la necessità di spogliarsi dal carico di significati talvolta svuotati ed esausti che sta dietro o dentro il lavoro con i giovani quando diventa ordinario, quasi routine. Sembra esservi una tale ovvietà nell’utilità di quanto proposto, da perderne le motivazioni originarie. Non solo, anche il linguaggio sembra non essere più sufficiente a descrivere funzionamenti e orizzonti, diventando ripetitivo al punto da essere considerato saturo e non generativo.

Tra le parole sature sembra che anche il “fare” (con i giovani) possa essere tra queste e che il “cose da non fare” aiuti ad avviare una riflessione su ciò che precede le pratiche, su un atteggiamento riflessivo e consapevole che porta ad abilitare all’azione soggetti competenti nel porre al centro le questioni e non gli ambiti in cui vengono artificialmente poste (leggasi contesti abitualmente legittimati).

In generale, nel porsi di fronte alle nuove generazioni, sembra di percepire una inadeguatezza a cui si reagisce in modo difensivo chiedendo risposte e soluzioni immediate negli appuntamenti di formazione. Appare dunque scivoloso proporre una riflessione sul metodo che rischia di coniugarsi con l’aspettativa risolutiva di procedure esatte e certificate. Se il metodo non è tecnica, bensì un approccio che precede l’attivazione, una prospettiva di cura che consente di leggere e allestire spazi di crescita collettiva ampliando lo spettro di visione, è opportuno allestire uno spazio di condivisione in cui tutto ciò possa emergere ed avviarsi all’elaborazione. In tal senso la strada dei neologismi nati a Parma, sembra poter funzionare da suggestione associandosi a contesti tematici in cui tradursi in nuove possibili pratiche.

L’idea di incontro inizia a definirsi secondo un approccio esplorativo ed esperienziale che porti a rinunciare ad un posizionamento dettato da ruoli e posizioni acquisite, ponendosi a servizio di un’indagine su una sfida tematica. Le sfide devono essere urgenti e capaci di coinvolgere il mondo, i giovani e gli operatori poiché attori di un ecosistema dinamico in cui ciascun vertice osservativo parte da una diversa consapevolezza che deve trovare occasione di emergere.

Ci aspettiamo uno spazio in cui gli operatori che a diverso titolo lavorano con i giovani possano innanzitutto fare esperienza di sé in relazione con alcune questioni “urgenti” che riguardano il mondo e del modo in cui questa consapevolezza acquisita diventa azione e proposta con i giovani. I mediatori non sono le tecniche di conduzione o i servizi, ma le diverse attitudini di operatori e giovani di porsi in relazione affrontando questioni che interrogano entrambi.

Ci immaginiamo, allora, una situazione in cui i gruppi di lavoro corrispondano a questi emergenti e nella quale i partecipanti possano essere parte di un’esperienza che li interpella come persone, innanzitutto e, a partire da qui, da persone che lavorano con i giovani.

Il meeting sarà un grande laboratorio di ricerca che si propone di indagare alcuni tra gli universi tematici in cui giovani e operatori sono direttamente coinvolti in quanto persone, per ricollocarvi un’azione dialogica consapevole e prospettica. In un processo di co-costruzione di ipotesi e strumenti nei diversi emergenti, si rintracceranno linee metodologiche trasversali e specifiche anche se, nei limiti dei due giorni, ad uno stadio embrionale, necessitante di decantazioni e messe a punto negli appuntamenti di un percorso itinerante.

“Quali mondi, quali modi”, tra slogan e titolo dell’appuntamento è la suggestione che tenta di riassumere più lo stile, l’atteggiamento con cui attivarsi e muovere leve nel lavoro con i giovani, tenendo presente una connessione costante con il contesto, con le questioni che riguardano i giovani e ci riguardano tutti.

Il programma (in progress)

Programma Jesolo - AAA

Gli emergenti e i gruppi di lavoro

Il meeting si rivolge a youth worker con un particolare invito alle equipe di operatori alla ricerca di una occasione di confronto generativo. I neologismi proposti, nati nell’incontro di Parma, valgono per il loro valore evocativo e capace di aprirsi ad una nuova modalità di lettura di alcune aree tematiche che nominiamo “emergenti”.

Ogni partecipante è invitato a prendere scegliere un tema che sarà il filo conduttore della propria esperienza di ricerca e, successivamente, di scambio.

  1. Essenzare e Intesizzare: Dolore, Fragilità, Cura, Corpo
  2. Attensità e Chiaroguardare: Conflitto, Pace, violenza
  3. Alburitmo e Depotere: Nomadismo, Appartenenza Partecipazione, Potere e Impotenza, ingiustizia
  4. Accoltivare e Densilenta: Ambiente, Vivibilità, Bellezza, Senso, Città, Beni Comuni
  5. Curazione e Rimodulattiva: Apprendimento, Conoscenza, Lavoro, Opportunità, tradizione e innovazione
  6. Immarginabile e Spiazzi: Genere, Differenze, Relazioni, Io-Noi-loro, Categorie

Entro il 10 marzo uscirà il programma completo con tutti i nomi dei conduttori dei gruppi e i relatori

Iscrizioni ordinarie entro il 20 marzo            € 130

Soci di AssociAnimAzione e Ninfea               € 120

Iscrizioni oltre il 20 marzo e non oltre il 10 aprile € 160

Pranzi del 18 e 19 aprile + € 25

Iscrizioni QUI entro il 10 aprile 2024

Info: qualimondiqualimodi@gmail.com

Chiara

Autore Chiara

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