L’animazione al tempo del colera – 2 app

L'animazione al tempo del colera - 2° capitolo

Il cambiamento che stiamo già vivendo e che prevediamo, per quanto nella quiete della sospensione delle nostre case, arriverà come un ceffone in faccia che ci verrà scaricato sul volto da tutto ciò che già si manifesta nella propria inadeguatezza al momento presente.

Come non pensare all’animazione della definizione sopra riportata, per un tempo come quello che deve venire?
E al contrario di quello che dice qualcuno bisognerà ritornare fortemente al processo: non ci sarà cambiamento se non si riuscirà a istituire contesti in cui le persone possano prendere parola per comprendere quello che avviene e potrà avvenire, in cui le persone possano rielaborare ansie, paure, lutti, desideri, speranze, rabbia e indignazione.

L’ animazione è una pratica sociale finalizzata al cambiamento di individui, gruppi e comunità territoriali mediante la presa di coscienza e la partecipazione sociale.
(A. Ellena)

Cambiamento e Partecipazione

Luoghi per lavorare sulla presa di coscienza, per garantire il lavoro di attribuzione di significato agli avvenimenti attraverso lo scambio tra le persone di ciò che vivono e interpretano, saranno indispensabile per non esasperare la separazione tra le persone, le comunità e quello che avviene.

Crediamo che il nodo sia che il cambiamento avverrà comunque! Sarà importantissimo aiutarsi ad abitarlo e per quanto possibile contribuire a disegnarlo, ma la prima preoccupazione è che le persone lo possano pensare.

E insieme al pensarlo, sarà importante assumere la postura di coloro che possono metterci mano, che possono agirlo. Il cambiamento avrà conseguenze nefaste se non predisporremo dei contesti per la partecipazione delle persone alle decisioni che li riguardano nel locale di ogni situazione: un esercizio di democrazia a cui ri-allenarsi o di cui imparare il nuovo alfabeto per l’oggi, per non delegare ad altri e per mettere in moto un’intelligenza collettiva.

Riteniamo opportuno stare in quell’atteggiamento deponendo che spesso indichiamo agli animatori … forma passiva e valore attivo… in silenzio.
Ci vorrà un po’ di tempo, molto tempo per depositare gli apprendimenti per rielaborarli, per verificarne la pertinenza.

Occorre ripensare al valore dell’azione agendo in modo differente per, non solo, immaginare un altro futuro possibile, ma per cominciare a costruirlo insieme.

Time for change

I problemi sentiti dalle persone e dalle comunità saranno lì, squadernati nella realtà: non dovremo che metterci al lavoro negoziando, confliggendo e decidendo. Quanta necessità di riapprendere questi processi!

I problemi sentiti dalle persone e dalle comunità saranno lì, squadernati nella realtà: non dovremo che metterci al lavoro negoziando, confliggendo e decidendo. Quanta necessità di riapprendere questi processi!

​E proprio il conflitto servirà: andiamo a cercarlo, là dove ci sono gruppi, aggregazioni che reclamano visibilità, dignità finora negate dal sistema socio-culturale e politico di riferimento. Siamo d’accordo nel vedere nel conflitto una ferita da portare ad espressione, di cui la comunità può prendersi cura e, nello stesso tempo, una potenzialità creatrice di nuove pratiche di stare insieme tra diversi. Occorrerà andare a cercare “vita”, vitalità, generatività là dove pulsa il conflitto, evitando di adagiarsi su parole, pratiche, discorsi e relazioni consolidate con il sistema di riferimento.

Animare una comunità partendo dal suo conflitto generativo. E dovremmo richiedere cosa questo voglia dire concretamente.

Ne nascerà un documento di lavoro per l’animazione al tempo del covid 19.
Speriamo davvero di poter realizzare un prodotto collettivo.

Quindi grazie sin d’ora del vostro contributo nelle forme che vi si confanno maggiormente e alla prossima puntata!

Qui sotto tutti gli appuntamenti di questa ricorrenza #covid-19

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