L’animazione al tempo del colera – 5 app

L'animazione al tempo del colera - 5° capitolo

Immaginazione e futuri

Già dall’ultimo appuntamento di “Cose da fare con i giovani” appariva chiaro a tutta la nostra comunità di animatori e operatori sociali a vario titolo, che per poter aspirare o per riorganizzare la speranza, a seconda dei riferimenti culturali preferiti, fosse necessario rompere la logica lineare di un pensiero fatto di slogan mainstream in cui siamo immersi e dare spazio a linguaggi che potessero aprire l’immaginare, che avessimo bisogno di connettere maggiormente pancia, cuore e testa, sensi, sentimenti e pensieri.

E questo “durante” ha confermato quanto sia prioritario aiutare prima se stessi e poi persone e comunità a stare in contatto profondo con ciò che si sente per potersene prendere cura e farne la propria forza generativa. Diceva Socrate che non ci si può prendere cura di sé per prendersi cura del mondo se non si conosce se stessi, se non si conosce come si sente e come si pensa.

L’animazione può essere utile, necessaria oggi e domani se saprà predisporre contesti in cui le persone possano compiere questa operazione in funzione di una prefigurazione dei futuri possibili e nell’identificazione di futuri desiderabili, futuri capaci di generare energia e azione.

Il tema, per essere estremamente chiari, non è di prevedere quello che verrà, ma iniziare a comprendere la complessità della realtà immaginando possibili scenari per poi poter ipotizzare strategie più robuste. 

In tal senso possiamo parlare di costruzione del futuro facendo riferimento al pensiero critico e alla capacità di immaginare che risiedono nel profondo dell’essere umano, in questo, l’animazione sociale ha una funzione di riscoperta e svelamento.

Perché, da un lato, non si può non registrare come questo tempo sia stato un tempo pieno di oscillazioni di speranza e disperazione, di paura e fiducia, di cori e invenzioni immaginative affacciandosi dai balconi e di rabbia per la difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena, dell’intravedere la possibilità di modifica dello status quo insieme alla paura della conferma esasperante dello status quo ( pensiamo alla scuola che si modifica ma rischia di aumentare il divario tra chi ce la fa e chi non è messo in condizione di farcela!). Dall’altro lato, non possiamo non rilevare come gli effetti più devastanti del COVID siano legati principalmente a non aver saputo muoversi in maniera preventiva e previsionale: dal non aver acquistato per tempo i DPI necessari, al non aver facilitato la transizione digitale che da anni genera disuguaglianze fino al non essere stati in grado di disegnare in maniera condivisa l’integrazione tra i servizi e il territorio.

Il ruolo dell’animazione è quello di allestire contesti dove poter pensare collettivamente alle prospettive del domani liberando le energie e costruendo dei processi di empowerment anche dei soggetti più deboli.  

Casa e natura

Esiste evidentemente una priorità dell’Animazione ai tempi del Covid 19: lavorare per integrare sempre più l’azione sociale con le esigenze naturali. Anche in questa direzione è giunto il momento, non più prorogabile, di sforzarsi di comprendere i fenomeni nella loro complessità cosicché l’attenzione alla natura diventi, come ha insegnato D. Meadwos, una sensibilità verso i processi sostenibili e gli ecosistemi sociali e ambientali.

Pensare in maniera sostenibile significa muoversi con la consapevolezza di essere all’interno di un ecosistema e con uno sguardo allenato ad immaginare il domani. 

Siamo stati chiusi in casa e abbiamo, da un lato, sperimentato quanto ci mancasse quel fuori in cui siamo immersi e quanto aver maltrattato l’ecosistema globale abbia ripercussioni globali e locali. Dall’altro lato, invece, abbiamo visto come i nostri micro-comportamenti producano effetti su problematiche ampie, basti pensare al calo del PM10 in Pianura Padana.

L’esigenza di mettere al centro il ripensamento dei nostri stili di vita appare ora un’ovvietà: “Affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario – era scritto nel Manifesto di Assisi – ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro”

Ecologia integrale e cura della terra
Ecologia integrale e cura della terra

L’Animazione Socio-Culturale, anche in questa direzione, può giocare un ruolo fondamentale che è quello di far riflettere le persone sui propri comportamenti stimolando alla costruzione di soluzioni collettive che diminuiscano l’impatto ecologico. La sfida è alta perché ragionare dopo COVID di ambientalismo e soluzioni collaborative non sarà più la stessa cosa, da un lato, perché è aumentato la consapevolezza che ogni comportamento individuale influisce sul collettivo, dall’altro, invece, perché tutte quelle pratiche promettenti (car-sharing, mezzi condivisi, ecc) risultano in forte discussione per le modalità di diffusione del virus.

Il Papa, nella fondamentale Enciclica “Laudato sii” aveva già aperto in tempi non sospetti non solo una dimensione di senso, ma anche una strada operativa che aggiunge alla parola casa riferita alla natura due aggettivi, sociale e ambientale, quando dice “Non ci sono due crisi separate una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale. Le direttrici per la soluzione richiedono un approccio integrale per combattere la povertà, per restituire la dignità agli esclusi e nello stesso tempo prendersi cura della natura”.

Aprire quindi all’esigenza di una prospettiva ecologica socio-abientale è oggi una necessità assoluta, ma anche, quindi, una sfida appassionante per l’animazione sia perché porta con sé un paradigma di riferimento sia perché ci richiede di implementare senza incertezze l’approccio e il metodo animativo.

Ne nascerà un documento di lavoro per l’animazione al tempo del covid 19.
Speriamo davvero di poter realizzare un prodotto collettivo.

Quindi grazie sin d’ora del vostro contributo nelle forme che vi si confanno maggiormente e alla prossima puntata!

Qui sotto tutti gli appuntamenti di questa ricorrenza #covid-19

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